La dura verità sul sesso occasionale nell’era di internet

Dalla definizone di ‘occasionale’ della versione online del Vocabolario Treccani: ‘che dipende da un’occasione, che nasce dalle particolari circostanze, e quindi non voluto o cercato appositamente, casuale, fortuito’.

Esempio: sulla via di casa decidi che è giusto concederti un bicchiere di vino. Ti accomodi al bancone e la sedia accanto alla tua viene occupata da un architetto danese di passaggio in città. È carino, è simpatico, tra di voi scatta una chimica pazzesca… che fai, non lo inviti a salire? Domani le vostre strade si separeranno, lui tornerà in Danimarca con un ricordo ancora più bello dell’Italia, tu metterai la Danimarca nella lista delle prossime località da visitare e vivrete tutt’e due felici e contenti.

Ecco un classico esempio di quello che un tempo era considerato un incontro occasionale: uno scambio sessuale con un pressoché sconosciuto/a destinato a rimanere tale, innescato semplicemente dall’occasione, appunto.

Poi è arrivato internet…

Gli incontri online: la nuova normalità

Un’indagine relativamente recente ha rivelato che un terzo delle coppie che hanno detto sì negli Stati Uniti tra il 2005 e il 2012 si sono incontrate online. E anche se questi dati vanno sempre trattati con una certa cautela, tuttavia confermano una tendenza di cui non possiamo essere all’oscuro: nella realtà di oggi gli incontri online non sono semplicemente comuni, sono la norma.

Ora, non saremmo certo noi a scoraggiare un bell’incontro vecchio stile, ma siamo anche realistici: se dobbiamo baciare tanti rospi prima di trovare il nostro principe/essa, almeno divertiamoci nel frattempo. Se poi l’idea del principe/essa ci ripugna e abbiamo una visione disincantata dell’amore e del sesso… beh c’è tutto un intero mondo di social media che ci aiuta a organizzare incontri casuali, senza legami, aspettative, senza pre(e post!)giudizi.

Semplicemente due adulti e la ricerca comune del piacere.

Beh, forse ‘semplicemente’ non è la parola più adatta…

Breve excursus sul sesso occasionale

L’avvento di internet e quello degli smartphone ha trasformato il sesso occasionale da manovra imprecisa e scomposta, fomentata, in genere, da dosi massicce di alcol, in una scienza esatta regolata da fior di algoritmi pensati per incasellare il più volubile dei sensi umani, quello del piacere.

Prima dell’esistenza della realtà parallela del mondo online, la persona, uomo o donna, che fosse in cerca di uno scambio sessuale fine a se stesso, senza futuro né passato, aveva due opportunità: recarsi nei peggiori discobar della città e faticosamente aspettare il momento della chiusura, quando il tasso alcolico e le poche persone rimaste sul campo rendevano l’operazione del rimorchio decisamente più semplice, o pubblicare su un giornale un annuncio accuratamente vago ma disseminato di espressioni chiave, al quale l’interessato/a rispondeva scrivendo a un’anonima casella postale.

Indubbiamente l’avvento di app e siti online dedicati agli incontri ha semplificato le cose. O no?

FASCE_DEL_PIACERE_BOA_ROSSO_CONFEZIONE

Dimmi chi sei…

Tinder, Pure e Down, per citarne solo alcune, sono app che sfruttano l’idea che la ‘conversazione’ parta solo dopo che ci si è entrambi ‘piaciuti’. Perché perdere tempo a chattare con un anonimo Pino76 che potrebbe anche rivelarsi la sorella della tua amica che si diverte a farti gli scherzi, quando puoi scartare in anticipo, con un ‘semplice’ movimento del pollice (Tinder), quei partner che non ti sembrano all’altezza delle tue esigenze per lo spazio di una notte?

Per non parlare del servizio di geolocalizzazione: ti vengono proposti solo potenziali partner raggiungibili con un breve passaggio in macchina, in modo da evitarti di perdere tempo con Ginetto85 per poi scoprire che è di Milano quando tu stai a Foggia.

Sei una donna, sei sposata, ma vuoi toglierti lo sfizio di una scappatella (!)? C’è un’app apposta per te. E se sono gay? Ci sono miriadi di app per te, la più famosa è Grindr, ma ce ne sono davvero tante.

Ti ricordi le vecchie chat anonime dove parlavi per ore/giorni/mesi e poi ti mettevi un fiore all’occhiello per riconoscerti al parco (ti incontravi regolarmente al parco, luoghi affollati e anonimi, ché prima delle app e di facebook che dicono tutto di noi l’altro era un essere misterioso e, potenzialmente, pericoloso)? Sembrano così romantiche e antiquate adesso!

Lo sai che la prima impressione è quella che conta

Ma tutta questa efficienza ti chiede un prezzo da pagare. E scegliere la giusta app e il giusto sito è solo il primo, primissimo passo. Hai scelto l’app? Ti vuoi iscrivere? Ok, inizia a scegliere una (quando ti va bene) foto del profilo.

E qui noi ti consigliamo il buon vecchio selfie che fa sempre la sua porca figura, soprattutto perché lo puoi scattare e ri-scattare allo sfinimento, fin quando non sei soddisfatto/a del taglio dell’inquadratura e la sensualità dello sguardo.

Ma anche il contesto è importante, evita ambienti spogli e inquadrature dalle quali fa capolino la sedia in plastica dell’Ikea o selfie allo specchio del bagno con le incrostazioni di calcare.

LELO_MIA

Ma che anche le parole contano

Hai scelto la foto, meglio dire che hai passato gli ultimi tre giorni a indossare tutto il tuo guardaroba e che il braccio/selfie è indolenzito, la sfida che ti aspetta adesso è quella di scrivere il tuo profilo personale. Approccialo con cautela, o lettore: scrivere di se stessi è notoriamente difficile. Gli sviluppatori di app lo sanno e ricorda che un bel selfie parla più di mille parole.

Il nostro consiglio? Evita le citazioni dai film, specie se sono prese da quel famoso film che solo tu hai visto, cerca di evitare le ovvietà (chi è che non ‘ama ridere’?) e, soprattutto, usa la semplicità.

Oltre l’ultima frontiera

Ovviamente creare il profilo è solo il primo passo, dopo di che si apre un altro abisso di scelte: chi deve iniziare per primo la conversazione? Le faccine: sono carine, sono inquietanti? Mi fanno sembrare stupida/o? (Quando) sarà il caso di mandare un selfie osé?

A questo punto non sei un po’ d’accordo con noi che, dopo tutto questo lavoro, sia rimasto ben poco di occasionale (=non cercato, casuale, fortuito) ai rapporti occasionali?

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

e riceverai gratuitamente ogni settimana

• consigli piccanti e informazioni su tutti i nostri prodotti
• offerte esclusive e promozioni speciali
• racconti erotici raffinati e eccitanti

Bastano il tuo nome e il tuo indirizzo email



Chi è Valentina Grandi

Pugliese di nascita, milanese di adozione, Valentina vive al quarto piano senza ascensore. Sarà per questo che ha scelto un lavoro che può fare anche da casa. Ama i negozi vintage, i vecchi cinema e Milano.

2 commenti

  1. Gli incontri occasionali sono ancora oggi quello che erano un tempo. Conosci una persona in qualunque modo e ci vai. Non ha subito evoluzioni nel tempo eccetto nella tecnologia. Ad esempio esistono siti dating per incontri gratuiti la sua attendibilità lascia il tempo che trova, esistono siti dedicati a professioniste del sesso vedi le escort La Spezia di torchemada.net io sono ligure. Esistono strumenti più accomunanti come i social network, ci sono le chat e via discorrendo. Il punto piuttosto è un altro. Dalla pratica si è passati un pò troppo alla teoria. Anzichè aggregazione, oggi cè più disgregazione.

  2. Mi sono talmente tanto appassionata agli incontri online che ho deciso di aprire un blog sull’argomento. È esattamente come spieghi in questo articolo, non è tutto oro quello che luccica anche se ormai il dating online è stato “sdoganato” (per fortuna) e non è più così strano, nemmeno in Italia, conoscere sul web la persona che poi andrai a sposare o a sco…. 🙂

Lascia un commento