LELO_VOLONTE_Fantasia e desiderio

Fantasia e desiderio

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Cosa mi è saltato in mente? Il mio sguardo vaga verso l’orologio a muro per la centesima volta, mentre cammino nervosamente. I miei tacchi a spillo troppo alti fanno un gran fracasso sul pavimento, muovendosi al ritmo del mio battito cardiaco. Mancano cinque minuti.

È solo una fantasia, dopotutto. Non è questa la cosa meravigliosa delle fantasie? Che succedono solo nella tua testa? Nella testa sono belle e affascinanti e sempre senza conseguenze. Ti puoi concedere completamente senza preoccuparti della vergogna, del fallimento o di altre cose spiacevoli.

Ma ad ogni minuto che passa, la fantasia si fa strada fuori dalla mia testa e, minacciosamente, si avvia a diventare realtà. E nella realtà sei vulnerabile. Ciò che è eccitante e travolgente nella testa può diventare disgustoso o spaventoso nella realtà.

Allora, cosa mi ha spinto a partorire la mia piccola, perfetta perversione nella cruda realtà?

La stessa persona che per anni mi ha spinto ad oltrepassare i miei limiti, a sviluppare una nuova comprensione del mio corpo e della mia sessualità: mio marito. Mio marito, che non è solo il mio coniuge, ma anche il mio padrone. Questa serata è il frutto della mia immaginazione e del suo desiderio. E anche se vorrei mantenere la mia fantasia nella mia testa, non posso rifiutare un desiderio del mio padrone.

Il rumore di una portiera che sbatte mi distoglie dai miei pensieri. Sento le ginocchia indebolirsi. Insicura sulle gambe, mi accosto alla finestra, ma prima che riesca a dare un’occhiata all‘esterno, il campanello suona. Apro la porta e vedo una donna vestita in maniera provocante con una valigia in mano che sale i gradini di pietra. La gola mi si chiude mentre si avvicina a me con una fiducia in se stessa che per me sarebbe impossibile.

L’aria fresca della notte filtra attraverso il cappotto di seta corto e sento i  capezzoli premere forte contro il tessuto delicato.
‘Ciao, posso entrare?’
Le sue labbra piene, rosse di rossetto e vellutate, mi sorridono maliziosamente. Difficilmente riuscirò ad articolare parola e mi accontento di un timido ‘Ciao’.

‘Grazie!’, mi sorride di nuovo e mentre mi passa davanti per entrare in casa, la sua mano mi sfiora leggera i fianchi. Il suo tocco è elettrizzante e il mio corpo si ricopre di pelle d’oca, i miei capezzoli premono ancora più forte contro la stoffa. Mentre chiudo la porta, mi convinco che la mia reazione sia da imputare al fresco della notte, sono etero dopotutto. Sì, sono etero, mi ripeto.

La seguo in salotto. Ha appoggiato la sua valigia sul tavolino. Mi volge le spalle mentre osserva la foto del mio matrimonio con Don. Colgo l’occasione per guardarla meglio. Ha su un paio di scarpe col tacco, non vertiginoso come il mio ma abbastanza da slanciarle le gambe già lunghe. Il mio sguardo risale lungo la sua pelle nuda fino all’orlo del cappotto, è difficile indovinare cosa indossi sotto. Di sicuro non molto.

Don l’ha conosciuta al lavoro. È il proprietario di un bar e di tanto in tanto, quando c‘è  bisogno, lavora anche come barista. È così che ha iniziato a parlarle qualche giorno fa. E si sa che, dopo un paio di drink, ci si apre facilmente con chi ci versa da bere. Ha saputo così che è una sottomessa con forti tendenze bisessuali. Don ha intuito subito l‘occasione e le ha parlato di me. Le ha detto che non è solo mio marito, ma anche il mio padrone e che desiderava che avessi finalmente la mia prima esperienza con una donna. Poi avrebbe voluto una cosa a tre.

Si era subito interessata a me, mi aveva riferito Don, voleva essere la mia prima. All’inizio non ero così entusiasta dell’idea, ma era il desiderio del mio padrone e dovevo esaudirlo. E poi il tutto sembrava ancora così lontano. Ma adesso lei è qui nel mio appartamento e io non riesco a muovermi per la tensione, e di formulare una frase di senso compiuto neanche a parlarne!

Per rendermi le cose più semplici, Don ci ha lasciate sole per la prima sera. E ha fatto bene, con la paura di deluderlo o di fare qualcosa di imbarazzante, non ce l’avrei fatta.

Improvvisamente lei si gira, e io ho a malapena il tempo di scostarmi. Mi sento come se mi avesse sorpreso a fare qualcosa che non devo.
‘Siete davvero una bella coppia! Spero la prossima volta di farlo in tre.’

Mentre mi si avvicina lentamente, slaccia i bottoni del cappotto e se lo sfila. Come sospettavo, indossa solo un reggiseno di pizzo nero e un paio di slip abbinati.

Il mio sguardo non sa dove soffermarsi. Sui suoi seni che riempiono il reggiseno, o sui suoi fianchi incorniciati dagli slip.
‘Non essere nervosa. Fidati di me.’
Le sue mani mi aprono la cintura del cappotto di seta e cerco di reprimere il panico crescente mentre sento il suo respiro sulla mia scollatura.

Fa un passo indietro per osservarmi.
‘Sei bellissima! E amo già i tuoi seni!’
È così diverso sentire queste parole pronunciate da una donna. Ho sentito spesso frasi simili, ma per la prima volta ci credo immediatamente.
‘Grazie. Anche tu mi piaci molto.’
Sono imbarazzata come un’adolescente. Anche perché sotto il cappotto non indosso nulla.

Ora sono di fronte a lei, completamente nuda, solo con le scarpe. Ma quello che vede sembra piacerle. Nel suo sguardo intravedo un desiderio che conosco fin troppo bene, è la voglia di divorarmi e allo stesso tempo di non procedere troppo in fretta.

Mi accarezza dolcemente la guancia con le dita, ha mani delicate e il suo tocco è lieve e caldo. Le sue labbra si avvicinano al mio viso per farmi sentire il suo respiro caldo sulla bocca. Lentamente e involontariamente le mie si aprono in maniera impercettibile. Le nostre bocche si toccano e lei comincia a baciarmi delicatamente. Il mio cuore batte più veloce e un calore familiare sorge in me.

I suoi baci diventano più appassionati e quando apro di nuovo le labbra, la sua lingua si fa strada nella mia bocca. La sua mano afferra i miei capelli e ci si perde.

Bacia incredibilmente bene. Ho quasi dimenticato che è una donna, e il mio nervosismo è svanito. Il mio corpo teso si rilassa e inizio a godermi i suoi baci appassionati. Un leggero gemito affiora sulle mie labbra, nello stesso momento la sua presa sui miei capelli diventa più aggressiva e mi tira la testa indietro verso la nuca. Le sue labbra si posano lungo il mio collo scivolano sopra la mia clavicola. Mi sfiora a malapena la pelle, ma ogni pelo sottile del mio corpo si solleva e il calore continua a salire in me.

Arriva ai miei seni e mentre la sua lingua calda e umida mi accarezza delicatamente il capezzolo, noto quanto sia già eccitato e duro. Le sue labbra lo racchiudono e mentre lei succhia delicatamente, la sua lingua continua a giocare con la punta del mio capezzolo.
‘Ahh!’
‘Ti piace?’
La sua voce è amorevole e calda. Allenta la presa nei miei capelli in modo che possa guardarla.
‘Sì…’
Le sorrido. Le sue mani scivolano lungo la mia schiena e mi bacia di nuovo.

Mentre le nostre lingue giocano tra loro, mi accorgo improvvisamente che le mie mani stanno aprendo il suo reggiseno. I suoi seni non sono grandi come i miei ma sono belli, e anche i suoi capezzoli si protendono verso di me.

Lei mi guarda di nuovo con quello sguardo avido e, prima che possa rendermene conto, la mia mano afferra uno dei suoi seni e la mia bocca si chiude attorno a uno dei suoi capezzoli. La sua pelle è così morbida! Lei respira a lungo, sembra che le piaccia.

Incoraggiata dalla sua reazione, cambio seno e la mia presa si stringe. Non pensavo che un corpo femminile sarebbe stato così diverso nelle mie mani e nella mia bocca. Nessuna barba ispida a punzecchiarmi o pelle ruvida a graffiarmi, solo carne tenera e così incredibilmente morbida si appoggia al mio viso, mentre succhio avidamente il suo seno, accarezzo i suoi capezzoli con la lingua e li mordicchio delicatamente.

La sua mano si perde nei miei capelli e mi stringe ancora di più. Poi mi attira delicatamente a sé e mi bacia appassionatamente, quasi selvaggiamente. La sua mano si muove un’ultima volta sul mio petto prima di scendere verso la mia pancia. Quando la sento avvicinarsi alle mie parti intime, sento riaffiorare il nervosismo in me e il mio corpo si irrigidisce. Ma lei sembra percepire ogni mio sentire: invece di penetrare spietatamente in me, mi accarezza il monte di Venere, mi solletica le cosce. Non smette mai di baciarmi.

Solo quando il mio corpo si rilassa di nuovo, noto come la mia mano sia finita sul suo sedere sodo, una delle sue dita scivola dolcemente tra le mie labbra. E quanto è traditore il mio corpo! Sento esattamente come il suo dito affonda semplicemente dentro di me, perché ovviamente sono già incredibilmente bagnata.

È una sensazione bellissima! Sembra sapere esattamente cosa voglio e di cosa posso fare a meno. I suoi baci diventano più forti e il suo dito si muove sempre più velocemente sul mio clitoride. Sento il mio respiro farsi sempre più pesante, le mie ginocchia diventare sempre più deboli, non riesco a trattenere gemiti eccitati. Al momento giusto aumenta la pressione del dito sul mio clitoride e, anche se volessi, non potrei trattenere questo orgasmo. Il mio corpo è teso. Mi inginocchio leggermente perché ho problemi a mantenermi in piedi. Mentre l’orgasmo mi avvolge, le afferro il sedere con le mani e premo forte il mio viso contro i suoi seni per smorzare i miei gemiti di piacere.

Mentre la tensione abbandona lentamente il mio corpo, lei non si ferma. I suoi movimenti diventano sempre più dolci e lenti fino a quando non sono veramente finita, poi le sue dita mi percorrono lentamente fino a raggiungere la mia bocca ansimante, sfiorano le mie labbra e lei mi bacia di nuovo teneramente prima di fare un passo indietro.
‘Per favore, siediti’, mi dice con calma e si gira per aprire la valigia, che avevo già completamente dimenticato. ‘Cosa stai facendo?’ le chiedo, più curiosa che spaventata.

‘È una sorpresa, piacerà anche a te.’ Riesco a intravedere il contenuto e scorgo una piccola frusta. Mi innervosisco di nuovo per un secondo: non voglio essere dominata da una donna, in nessun caso!

Lei si accorge del mio sguardo un po’ in preda al panico, mi sorride, prende la frusta, la appoggia accanto alla valigia:
‘Non preoccuparti, non mi farò coinvolgere nel lavoro del tuo padrone.’
Annuisco e la mia paura scompare immediatamente. Tira fuori una maschera per gli occhi e gira la valigia in modo che non possa vederne l’interno.

‘Fidati di me, non farò nulla che non vorrai.’ Si china verso di me per allacciarmi la maschera. Mentre la chiude dietro la mia testa, i suoi seni mi premono sul viso. Ancora una volta sono così sorpresa dalla sensazione di morbidezza che non posso fare a meno di prenderli in bocca e giocare con la mia lingua sui suoi capezzoli. Lei geme di nuovo e le sue mani si confondono dietro di me. Mi piace l’idea di procurarle piacere e le succhio un po’ più forte i capezzoli.

Quando la maschera è finalmente assicurata al mio viso, con una leggera pressione mi fa cenno di sdraiarmi sul divano e accetto volentieri la sua richiesta.Sento immediatamente la reazione eccitata del mio corpo, mi sento bagnare mentre i capezzoli di allungano e si induriscono.

Qualcosa di morbido mi accarezza dolcemente viso e collo. Quando arriva all’altezza del seno mi rendo conto che deve essere uno spolverino di piume. Il mio corpo quasi trema dall’eccitazione e quando la carezza si avvicina alla mia vagina e arriva alla mia spaccatura qualcosa di caldo e umido penetra tra le mie labbra.

Non era uno spolverino di piume! Spaventata, cerco di allontanare il bacino ma, con una leggera pressione, lei non mi fa fuggire, e un attimo dopo il mio shock è già svanito. Ora riconosco il movimento della sua lingua e spingo i miei fianchi verso di lei. Gemo e premo delicatamente la sua testa un po’ più forte su di me.

O sì, aveva ragione. Sa davvero il fatto suo! Ma quando sento avvicinarsi un nuovo orgasmo, lei si ritrae all’improvviso. Come può lasciarmi così? Non me ne capacito, eppure questa donna è riuscita a eccitarmi così tanto che mi allungo sul divano e gemo per il desidero e la voglia di raggiungere un nuovo orgasmo.

Sento un leggero ronzio e quando all’improvviso un oggetto vibrante mi sfiora il petto, posso intuire cosa abbia in mano. Le vibrazioni si trasmettono a tutto il mio corpo. Avidamente, inarco la schiena e la supplico:
‘Ti prego! Lo voglio ora!’
‘Allora dovrai fare una cosa per me.’
Intuisco un sorriso nelle sue parole, mentre mi prende la mano e la guida verso di sé. Sento la sua carne umida e la sporgenza del suo clitoride e, non appena la sfioro, lei emette un gemito delicato.

Sono combattuta adesso tra la voglia irrefrenabile di sentire il vibratore su di me e venire, e il desiderio di darle piacere.

Appena i miei movimenti si fanno più veloci, lei mi scosta le labbra e mi appoggia il vibratore sul clitoride. Subito mi pervade una sensazione di elettricità e gemo ad alta voce. Più muovo le dita sul suo clitoride velocemente, più lei aumenta l’intensità del vibratore.

Ci muoviamo in una nuvola di gemiti, respiri affannati e corpi che si tendono per il piacere. Faccio scivolare l’indice dentro di lei, e scopro uno spazio dove tutto è morbido e caldo.

Lei reagisce subito e, poiché sono già molto bagnata, il vibratore scivola quasi da solo in me. Spingo automaticamente il bacino in avanti per portare il vibratore ancora più in profondità e contemporaneamente lascio che il mio dito medio, oltre all’indice, scivoli in lei. Lei geme per la voglia, la mia bocca si schiude in un sorriso e le mie dita cominciano a muoversi più velocemente dentro di lei.

Lei regola la velocità e i movimenti del vibratore ai miei movimenti delle dita, portandomi lentamente all’orgasmo senza toccarmi. Il mio respiro e il suo diventano sempre più veloci fino ad avere quasi lo stesso ritmo, le mie dita urtano contro le pareti della sua vagina. Mi muovo sempre più velocemente in lei. Sento il mio corpo irrigidirsi mentre cresce in me la nota pressione. Cresce e cresce ancora, fino all’esplosione dell’orgasmo.

E proprio mentre il mio corpo è travolto dalle convulsioni del piacere, sento i suoi gemiti più vogliosi risuonare accanto al mio orecchio, mentre il suo sesso si contrae attorno alle mia dita e lei si abbandona su di me.

Lasciamo dolcemente che i nostri movimenti si affievoliscano fino a fermarsi. Lei mi slaccia la maschera, io sbatto le palpebre un paio di volte per abituarmi di nuovo alla luce e osservare il suo viso sorridente.

Ci baciamo di nuovo e poi lei mi appoggia la testa sul petto con un sospiro soddisfatto. ‘Non vedo l’ora di rivederti, ma voglio farlo in tre la prossima volta’, sussurra. Tremo brevemente al pensiero, ma poi le accarezzo delicatamente i capelli scuri, ricordando l’ultimo orgasmo e le parole di Don: ‘Ti porterò ai tuoi limiti. E anche oltre. E ti piacerà, perché lo voglio io!’

raven3158

Chi è Valentina Grandi

Pugliese di nascita, milanese di adozione, Valentina vive al quarto piano senza ascensore. Sarà per questo che ha scelto un lavoro che può fare anche da casa. Ama i negozi vintage, i vecchi cinema e Milano.

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