Sesso fra colleghi: quando vale la pena farlo e quando è meglio evitarlo

È capitato a molti, potrebbe essere successo anche a te: inizi un nuovo lavoro e lo noti immediatamente, un tipo carino, simpatico, che ti fa subito sentire a tuo agio. Ma tu sei troppo in ansia da prestazione per prestargli troppa attenzione. Poi il tempo passa, tu ti rilassi, inizi a padroneggiare le tue mansioni e a notare che quel collega è proprio carino davvero. Ed è pure simpatico!

Arriva la classica cena di Natale o la birra del venerdì sera, vi trovate a parlare un sacco, bere altrettanto e… finire a letto insieme. E adesso? È un disastro o semplicemente una relazione come un’altra?

Bisogna fare un po’ di distinguo, ci sono casi e situazioni in cui una storia sul posto di lavoro può essere benvenuta e altre in cui sarebbe meglio evitare, abbiamo provato a farne un elenco, così la prossima volta che ti capita… saprai come comportarti! 😉

Quando vale la pena farlo

Se è una storia importante

Ci sono flirt che nascono tra le scrivanie dell’ufficio che hanno la durata di una notte e altri che finiscono davanti all’altare. È chiaro che è difficile saperlo in anticipo, ma diciamo che se hai cominciato il tuo lavoro da un mese e finisci a letto con il tecnico del pc che hai visto due volte in tutto ma ha un sorriso super intrigante, ci sono buone probabilità che il vostro flirt rimanga nella prima categoria. Non è assolutamente detto, è ovvio, ma è più probabile. Viceversa, se vi conoscete e apprezzate ormai da tempo, se avete avuto modo di affrontare insieme sfide e difficoltà e la tua stima nei confronti del tuo collega è sempre in aumento così come l’attrazione che provi per lui, ci sono buone probabilità che si tratti di una storia seria.

Alla fine la scelta se cedere o meno al fascino del collega si riduce a due domande ben definite: quanto tieni al tuo lavoro e quanto tieni al tuo collega?

Questa situazione presuppone che tu risponda alla seconda domanda con: molto.

Non è detto che le rose fioriscano, avere una relazione sul posto di lavoro può essere molto difficile, ma in amore è inevitabile correre dei rischi e questo è uno dei casi in cui vale la pena farlo.

Se è un lavoro transitorio

Ci sono lavori che sogniamo per una vita e per i quali ci prepariamo per anni, e lavori che, lo sappiamo già, dureranno il tempo di una stagione, magari proprio per contratto. Questo non significa certo che ci dobbiamo comportare in maniera meno professionale, ma indubbiamente la pressione è meno forte. In questo caso possiamo essere più inclini a lasciarci andare a una storia, anche di poco conto, con un collega. Vuoi perché la pressione lavorativa è più che gestibile, vuoi perché sappiamo già che non saremo colleghi troppo a lungo.

Se è un’attrazione irresistibile

Hai già provato a dirgli di no, magari c’è stata una prima occasione di incontro e ti sei tirata indietro, per tanti buoni motivi, che non è professionale, che rischia di metterti in una posizione scomoda, ecc., ecc.

Ma ci sono delle situazioni in cui anche le più logiche delle considerazioni vanno a farsi benedire. Se l’attrazione tra di voi persiste, se la curiosità di conoscerlo intimamente è un tarlo che non ti abbandona e supera la prova del tempo, allora può valere la pena di abbandonarsi alla passione.

Quando (possibilmente) no

Se tra voi c’è una disparità di posizione

È ovvio che la disparità di potere è un potentissimo (eheh) afrodisiaco e ci sono buone probabilità che tu lo trovi tanto più attraente proprio perché è il tuo capo o il tuo dipendente (a seconda che tu sia una persona che ama essere dominata o dominare). Eppure, va da sé, una relazione sul posto di lavoro con una persona che non è al nostro pari nella scala gerarchica interna ci espone a una serie di rischi in più: quello che qualsiasi nostra conquista o decisione venga vista come inficiata da questa relazione (nel caso, molto probabile, in cui diventi di dominio comune), e quello di gestire un’eventuale rottura con l’aggravante che la persona con cui abbiamo rotto non solo la dobbiamo vedere tutti i giorni, ma in più è il nostro boss o il nostro segretario personale.

Se è il tuo lavoro della vita

Se questo è il lavoro che hai sognato per anni e che ti è costato sacrifici, se, per motivi professionali o economici, è un lavoro insostituibile e indispensabile per te, vale la pena salvaguardarlo sopra ogni cosa. È chiaro che se incontri l’uomo della tua vita sul posto di lavoro della tua vita… beh, amor vincit omnia. Ma se si tratta di un’attrazione transitoria, meglio valorizzare la nostra fonte di sussistenza.

Se l’altro è una persona impegnata

L’etica dell’amore vorrebbe che la persona impegnata non attirasse le nostre attenzioni, tipo, mai. Ma sappiamo bene che la vita funziona in altri modi e che non si possono generalizzare tutte le situazioni. E tuttavia, se il collega che ci piace, oltre all’aggravante di essere il nostro collega, ha anche quella di essere impegnato, beh, l’ideale sarebbe tenersi a debita distanza. E questo non solo per i motivi ovvi che valgono per qualsiasi storia clandestina, ma perché quando alla clandestinità dell’amore sul posto di lavoro si aggiunge la clandestinità della relazione con una persona impegnata, i rischi si moltiplicano esponenzialmente. Quello che qualcuno vi colga di sorpresa e vada a riferire tutto ai diretti interessati, quello che la storia finisca e la gestione della chiusura risulti tanto più difficile perché siete colleghi, quello che la tua posizione professionale sia messa in discussione perché hai infranto più di un codice di condotta.

Insomma, il nostro consiglio sarebbe tieniti alla larga dalle persone impegnate il più possibile, soprattutto se lavorano insieme a te.

E tu, hai qualche perla di saggezza da lasciarci qua sotto? Qualche esperienza che vuoi condividere con noi e con i nostri lettori? Dai, non essere timida!