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Distribuisce il liquido viscoso sulla superficie vellutata dell’oggetto con movimenti circolari, sempre identici mentre le dita umide mandano piccoli bagliori. Lui si allunga sul letto sfatto con una voluttà sinuosa che vuole essere sensuale; la sua nudità acquista la plasticità di una statua nella luce bassa della stanza con le curve dei muscoli elastici che disegnano ombre morbide sulla pelle. Fuori una sirena lancia il suo grido lamentoso prima di sparire, inghiottita dalla notte.

Ma né la sirena, né lo spettacolo del suo corpo distolgono l’uomo dal suo intento: il suo sguardo è fisso dietro le lenti spesse degli occhiali, i suoi gesti ipnotici. E lui si ritrova a rimettersi seduto sul letto, a coprirsi con il lenzuolo, un po’ per il freddo, un po’  per l’imbarazzo. Come quando cammini con la testa alta, sentendoti ammirato, e improvvisamente inciampi nelle tue scarpe. È un po’ così che si sente lui, seduto nudo sul letto, nella luce calda e bassa della lampada, con quell’uomo davanti a sé che non lo degna di uno sguardo e continua a concentrare la sua attenzione sulla punta morbida dell’oggetto.

Le mani sono grandi, le dita un po’ tozze ma agili. Desidera sentirle su di sé, per questo si protende verso di lui e lo circonda con le braccia, cerca le sue labbra con le proprie. La sua reazione lo lascia di sasso: l’uomo appoggia una mano sul suo petto, non quella umida di lubrificante, l’altra, e lentamente lo spinge lontano da sé, lo spinge finché non lo vede adagiarsi completamente sulle lenzuola spiegazzate dalle ore di amore. Dal sudore dei loro corpi, dagli umori del loro piacere. Poi continua ad accarezzare l’oggetto, come se fosse il sesso di un amante.

Lui torna a mettersi seduto, impaziente, offeso. ‘Non ci gioco al tuo gioco’, vorrebbe dirgli. Ma quando finalmente l’uomo lo guarda negli occhi e gli dice ‘Sdraiati’, ubbidisce.

Sente la punta dell’oggetto, resa calda dalle carezze del suo amante, contro il proprio corpo. Si guardano per un istante, poi sente l’oggetto entrare, trattiene il fiato per un attimo, ma tutto quel lubrificante lo fa scivolare senza difficoltà. Si sente pieno adesso, mentre lui continua a guardarlo dritto negli occhi. L’oggetto inizia a muoversi con piccoli cerchi dentro di lui, è piacevole, ma quello che lo intriga di più è il suo sguardo che non lo abbandona.

Sente una piccola scossa dentro di sé, seguita da un lieve ronzio: l’oggetto si è messo a vibrare. Se lo è immaginato o un lampo ha attraversato lo sguardo dell’uomo? La sensazione, fino ad allora dominante, di pienezza inizia a essere sostituita dal piacere. Le vibrazioni si riverberano dentro, distribuiscono brividi, mettono in risonanza parti nascoste ma molto, molto sensibili. Vorrebbe chiudere gli occhi, lasciarsi andare, ma non vuole abbandonare lo sguardo del suo amante.

Il respiro si fa irregolare mentre l’uomo continua a manovrare l’oggetto. Un’altra piccola scossa, un altro brivido, l’oggetto adesso vibra più forte e con un diverso andamento. Il cambio inaspettato lo fa sussultare, il suo corpo è scosso da una fitta di piacere, come quando cambi marcia e la macchina fa un balzo in avanti prima di rallentare, ma la distrazione non lo aiuta.

L’uomo sembra capire e appoggia una mano sul suo sesso eccitato. È la stessa mano con la quale ha accarezzato tanto a lungo l’oggetto e la sua presa è resa morbida dal lubrificante. Lui si sente come uno strumento, suonato dalle dita sapienti del suo amante.

Adesso il respiro è affannato e il corpo ha spasmi involontari di piacere. Le mani si allungano a stringere la stoffa sgualcita del lenzuolo. Eppure continua a tenere lo sguardo negli occhi dell’uomo, che lo fissano da dietro le lenti, che non lo abbandonano un attimo, nemmeno per sbattere le palpebre. Gemiti di piacere iniziano ad uscire dalla sua gola, l’orgasmo inizia a montare, una specie di sorriso increspa lo sguardo dell’uomo e lui per un attimo teme che qualcosa cambierà di nuovo, che abbia in serbo qualche nuova variazione per farlo ripartire da zero, come una nuova pagina, per una nuova ricerca online.

E forse lo pensa davvero, ma lo pensa troppo tardi, perché il suo sesso sta già pulsando nella mano dell’uomo e il suo corpo è già sconvolto dall’onda dell’orgasmo e la sua mente è già sommersa dalla marea del piacere.

E ora, finalmente, può chiudere gli occhi.

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