Domenica mattina

Adora svegliarsi accanto a lui. Svegliarsi prima di lui e accostarsi al suo corpo ancora addormentato, avvicinare il viso ai suoi capelli a respirarne l’odore. Osservare la piega del suo collo girato, vedere da vicino la grana della sua pelle. Sollevare lentamente le coperte, senza svegliarlo, per seguire la curva sinuosa dei muscoli delle sue spalle, notare come cambia il colore della pelle: più scuro sulla nuca, scurissimo dove le scapole si uniscono, e più chiaro mano mano che scosta la coperta e si avvicina alla stretta dei fianchi.

Allora allunga una mano leggera verso l’elastico dei suoi boxer e li scosta piano per rivelare la linea netta che demarca la schiena abbronzata e le natiche bianche. Possibile che siamo davvero così bianchi d’inverno?

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Non è Francesca (sesso in piscina) – Racconto erotico

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È probabile che lui a questo punto faccia qualche movimento, forse perché sente freddo, forse perché sente solletico da qualche parte. Allora si immobilizza e trattiene il respiro, perché non lo vuole svegliare. Non ancora.

Aspetta qualche istante, qualche minuto forse, che lui si aggiusti in una nuova posizione, o si ricopra con il lenzuolo. Poi avvicina le labbra al suo orecchio e rimane così, per un tempo che sembra eterno. Ascolta il soffio leggero del suo respiro e annusa il suo profumo caldo. Avvicina sempre di più le sue labbra, fino a raggiungere quello spazio morbidissimo dietro il lobo dell’orecchio, quel punto dove l’odore di lui e della notte appena trascorsa è ancora più intenso.

Lui in genere non si sveglia o almeno finge di non svegliarsi.

E allora inizia a percorrere la sua schiena con le labbra seguendo la pista della spina dorsale. Sono baci lenti, che si appoggiano sulla pelle spessa e affondano nella carne. Rallenta sempre più mentre si avvicina al punto focale, mentre sente l’odore cambiare, farsi più ferino (lui a questo punto non dorme più, e non finge nemmeno). Si aggrappa all’orlo dei suoi boxer e li fa scorrere per rivelare le rotondità pallide del suo sedere. Continua a seguire la linea della spina dorsale, mentre i suoi baci si fanno sempre più lenti e umidi e affondano nella spaccatura delle sue natiche. Lui si muove con mugolii eccitati.

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A volte comincia a baciarlo lì in mezzo, a leccarlo ripetutamente, fino a trovarlo pronto. Altre volte fa colare gocce di lubrificante sulla sua pelle. Scivola sul suo corpo caldo, appoggia il suo sesso duro su quella piccola apertura. Lui lo aiuta a inserirsi.

‘Buona domenica’ gli sussurra all’orecchio.