Storia erotica di voyeurismo

Riconquistata – Una storia erotica a tre

Questa storia è stata scritta da Miroslav Zec e la puoi leggere in originale qui. Quello che segue è un libero adattamento.

Avvicinai il bicchiere per osservare meglio il colore rosso intenso del vino contro la luce del sole del tardo pomeriggio. Un sentore pepato, ricco e fruttato, danzava giocosamente su alcune note minerali terrose, donate dal possente vulcano sulle cui pendici crescevano le uve.

Il vino era unico, ma non riuscì a distrarmi a lungo. Non riuscì a distrarmi dal fatto che l’amore della mia vita stava per farsi un altro uomo proprio davanti ai miei occhi. Per la prima volta in assoluto.

Sarebbe stato l’inizio (e forse la fine) di un percorso di liberazione sessuale coniugale.

Per dimostrare la mia dedizione alla causa, avevo insistito affinché il suo “evento” avvenisse prima del mio. Mi dicevo che volevo essere razionale e distaccato, ma in realtà volevo mettermi alla prova, perché avevo l’idea che mia moglie avrebbe fatto fatica a perdonarmi se avessi abbandonato l’impresa dopo il mio momento di divertimento. E ora sudavo copiosamente, molto più del dovuto, data la piacevole temperatura primaverile di una sera di giugno a Tenerife.

“Vuoi altro vino, Eric?” chiese mia moglie, e potevo percepire nervosismo e anticipazione nella sua voce.

Eric fece un lento cenno con la testa per rifiutare l’offerta, prima di formulare un ‘grazie’ un po’ in ritardo. La guardò dritto negli occhi mentre rispondeva e lei ribatté con un’occhiata altrettanto diretta.

Mia moglie finì il vino che le restava prima di posare il bicchiere sul tavolo. Con un’incertezza quasi infantile, gli toccò il bicipite con una mano mentre gli posava l’altra sul petto dove una camicia parzialmente sbottonata rivelava la sua pelle abbronzata. Eric le accarezzò delicatamente il viso prima di chinarsi a baciarla.

Non mi sfuggì la rapida occhiata con cui controllò la mia reazione. Il mio viso rimase imperturbabile, o almeno questa era la mia intenzione. Con un sorriso di plastica, mi appoggiai allo schienale della sedia per osservare lo spettacolo.

Eravamo seduti su un ampio balcone con vista sulla spiaggia di El Medano; io in poltrona e loro due sul divano. Eric era un surfista canadese abbronzato e dai capelli scuri che avevamo frequentato per circa una settimana prima di invitarlo a fare sesso con mia moglie.

Non sapevo quasi nulla di lui, ma rispettavo profondamente la sua dedizione a uno stile di vita fatto di surf e sesso. Soprattutto perché non sembrava ricco di famiglia. Era sulla trentina e doveva aver trascorso una buona parte di quel tempo lavorando come cameriere nei bar delle spiagge di tutto il mondo per sostenere la sua passione per il surf. Lo ammiravo.

Si scambiarono lunghi baci mentre lei gli sbottonava la camicia. Capii che apprezzava molto il suo corpo tonico dal modo in cui gli accarezzava ripetutamente gli addominali scolpiti con il palmo della mano. Per fortuna, non sono insicuro del mio aspetto, perché lui era bello. Si vedeva chiaramente la differenza tra i suoi muscoli, scolpiti dalle onde, e quelli di un palestrato.

Lei gli baciò il collo e il petto e lui le fece scivolare una mano sul seno per palparlo. Mentre gli toglieva la camicia, lei passò una gamba sopra le sue e gli si sedette in grembo. Si stavano baciando appassionatamente e lei si strusciava contro il suo bacino. La sua lingua era sprofondata nella sua bocca.

“Oddio, come sembra viziosa”, pensai tra me e me, osservando la lussuria contenuta che conoscevo così bene farsi incontrollabile e sfrenata. La sua parte più selvaggia si scrollò di dosso anni di letargo coniugale. Come un animale selvatico che si risvegli da un lungo sonno.

Eric le sfilò il vestito e lo gettò a terra, rivelando il completo rosso sexy che avevamo scelto insieme poche ore prima. Poi sganciò il reggiseno con fare esperto, togliendolo per rivelare il seno molto più bianco del resto della pelle. I suoi capezzoli erano eretti per il piacere e l’eccitazione. Dopo averli strizzati leggermente con entrambe le mani, assaggiò prima uno e poi l’altro capezzolo, stuzzicandoli con la bocca e la lingua.

Ero pazzo di eccitazione e gelosia. Quella sensazione era completamente nuova per me e la amavo e la odiavo allo stesso tempo.

Eric le afferrò il sedere che ancora indossava un perizoma rosso, e lo strinse forte. Sollevando il perizoma, fece scivolare una mano nelle mutandine e sul sedere. Mia moglie iniziò a gemere più forte, e io immaginai che una o più delle sue dita fossero già dentro di lei.

Per un po’ la eccitò con le dita e sentivo il suono della sua mano che le sculacciava il sedere. Poi lei scivolò di fianco a lui. Continuando a baciarlo, gli palpò il sesso e poi, dopo aver armeggiato un po’ con la cerniera, gli aprì i pantaloni e glielo tirò fuori.

Per la prima volta nella mia vita stavo assistendo a una scena che sapevo essere accaduta prima del mio tempo: il mio amore con il membro di un altro uomo. Lei sospirò.

“Com’è perfetto!” esclamò con semplicità.

“No, non badate a me, che sono qui a bere vino con il mio sesso, suppongo, imperfetto.”, pensai tra me e me.

Ma dovevo ammettere che era davvero degno di ammirazione, glielo dovevo concedere. Relativamente grosso, anche se non particolarmente massiccio, con una bell’asta dritta e un glande consistente.

Gli diede un paio di leccate profonde, che partivano dai testicoli depilati, per poi infilarsene il più possibile in bocca, ovvero circa la metà. All’inizio lo succhiò molto lentamente, ma pian piano aumentò la velocità. Dopo un po’ trovò un ritmo piacevole e costante e solo un paio di minuti dopo Eric iniziò a gemere e i suoi addominali scultorei iniziarono a contrarsi.

“Mi sembra che il tipo sia pronto a venire”, pensai e, come se avesse sentito i miei pensieri, mia moglie si fermò, guardandolo dritto negli occhi. Quando si tolse il membro di Eric dalla bocca, un filo di saliva misto a liquido seminale si estese dalle sue labbra.

Il momento che  temevo era arrivato. Mia moglie si tolse le mutandine e le gettò dietro di sé. Per la prima volta da quando aveva iniziato a baciare il ragazzo, mostrò di ricordarsi della mia presenza guardandomi dritto negli occhi. Capii subito perché lo faceva: non avevamo stabilito regole chiare sulla protezione e voleva il mio parere. Ma io non avevi pareri da dare, la decisione spettava a lei.

Così, lo montò di nuovo, senza preservativo, ma poi, invece di prenderlo dentro come mi aspettavo, gli premette il pene contro lo stomaco e iniziò a strofinarsi su di esso, strusciando ritmicamente il clitoride contro di lui.

Dovevano essere passati alcuni minuti tra i loro gemiti e la mia suspense, prima che lei allungasse la mano, prima a stringergli i testicoli e poi ad afferrargli saldamente il pene. Guidandolo da dietro, tra le natiche e sopra l’ano, raggiunse il proprio sesso. Una volta trovata l’angolazione giusta, ci si sedette sopra e tutto scivolò comodamente dentro di lei.

Nel momento in cui vidi il surfista entrare dentro mia moglie, sentii come se qualcosa fosse morto dentro di me e qualcosa di nuovo fosse nato allo stesso tempo. Notai che respiravo affannosamente per l’eccitazione, e bevvi un altro sorso di vino. Avevamo già amoreggiato con altre persone per divertimento, ma questa era una cosa completamente nuova.

La nuova, sconvolgente sensazione mi travolse – un insieme di eccitazione, gelosia, persino un pizzico di nostalgia per l’innocenza appena perduta… ma da qualche parte, sotto tutto questo, sentivo di amarla e di godere intensamente del suo piacere in una scena mai vista prima.

Con la spettacolare vista del tramonto sullo sfondo, bevvi altro vino mentre guardavo mia moglie scopare con un tizio su un divano. Dopo un po’, misero un cuscino sul pavimento e lei ci si inginocchiò sopra a quattro zampe.

Eric le afferrò i fianchi e la prese da dietro. Il ritmo veloce ma costante dei suoi movimenti era scandito dal suono dell’impatto umido del suo corpo contro il sedere di mia moglie. Lei gemeva sempre più forte. Lui si bagnò il pollice con abbondante saliva e prima glielo strofinò sull’ano, poi lo infilò dentro. Lei stava godendo e gemendo. Erano entrambi vicini all’orgasmo.

“Dentro”, gli disse, “puoi venire dentro, prendo la pillola.”

Un attimo dopo esplose dentro di lei. O, per essere più precisi, dal mio punto di vista sembrò che implodesse. Una volta che le contrazioni si placarono, crollarono entrambi a terra.

Passò un po’ di tempo prima che Eric si alzasse e raccogliesse lentamente i suoi vestiti. Gli versai un bicchiere di vino, che lui accettò con un gentile ringraziamento. Mia moglie era ancora sdraiata sul pavimento, si toccava un po’, respirando pesantemente. Mi sedetti accanto a lei e le diedi un sorso del mio vino.

“Sei stata sbattuta come si deve?”

“Quasi”, disse, “ma c’è un’altra cosa”.

Le lanciai un’occhiata inquisitoria.

“Mi vuoi riconquistare… per favore?”

“Vuoi che ti prenda”, chiesi guardando il suo sesso che fino a poco fa era unito a quello di un altro uomo, “così?”

“Sì, vuoi?”

Invece di rispondere, mi alzai e mi avvicinai al tavolo. Eric stava rollando una sigaretta, ma si bloccò per un attimo mentre entrambi seguivano attentamente la mia reazione. Presi due candele spente dal tavolo e le misi vicino a lei, ai lati del suo corpo. Presi in prestito il suo accendino senza esitare e accesi le candele. Gli rilanciai l’accendino e lui lo prese al volo. Mi tolsi la maglietta e me la gettai dietro la schiena.

Mia moglie sorrise e io lasciai scivolare i pantaloni sul pavimento, rimanendo completamente nudo. Il mio pene era duro come la roccia. 

La abbracciai e baciai la bocca che poco prima aveva succhiato il sesso di uno sconosciuto. La gelosia e la confusione erano sparite. Ciò che rimaneva era amore, amore puro e un legame totale. Mia moglie ed io facevamo l’amore lentamente e appassionatamente mentre il surfista ci guardava fumando. Una grande luna a forma di torta mangiata a metà stava apparendo in cielo, insieme alle stelle.

Dopo un po’ sentii che era vicina, già tremante per l’orgasmo in arrivo. Mi inginocchiai e le sollevai le gambe circondandomi i fianchi. Era la nostra posizione, sapevo che in questo modo la curva della mia erezione avrebbe premuto con forza sul suo punto G. Conoscevo il suo corpo così bene. Me lo stavo riprendendo.

Eric era in piedi accanto a noi e mi passò la sigaretta. All’inizio rimasi un po’ sorpreso da quel gesto, ma poi feci un bel tiro.

“Bella mossa”, pensai, “ecco un tipo con cui posso davvero condividere.”

Chiusi gli occhi e mi abbandonai al momento. Mia moglie iniziò a venire. Invece di un orgasmo rumoroso da film porno, iniziò a tremare di un piacere rilassato, lasciando che un orgasmo lungo e costante si impossessasse del suo corpo dal profondo. Quando sentii che aveva passato il punto di non ritorno, mi abbandonai anch’io e i nostri orgasmi si fusero in uno. Noi due ci fondemmo in uno. Era una sensazione meravigliosa. Era la sensazione giusta.

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