Il recente Rapporto LELO 2026 sulle tendenze dei prossimi decenni, intitolato “Il contro-movimento analogico: ridefinire l’intimità in un mondo di realtà mista” , traccia una mappa affascinante di come l’intelligenza artificiale e la robotica stiano entrando nella nostra vita privata , ipotizzando al contempo un’inaspettata controtendenza: il ritorno al contatto fisico e genuino.
Ecco cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni e come l’evoluzione digitale potrebbe, paradossalmente, farci riscoprire il valore delle esperienze reali.
Il rapporto è stato sviluppato in collaborazione con Tracey Follows, futurista di fama mondiale che opera nel campo dell’identità personale e dell’intelligenza artificiale. Classificata tra i 30 migliori futuristi al mondo, si concentra sull’identità personale, l’autonomia e la sovranità nell’era dell’IA.
L’intelligenza artificiale entra in camera da letto (ma non come pensi)
L’IA non è più solo uno strumento di lavoro, ma sta diventando un supporto per la nostra vita emotiva. Secondo i dati globali presentati nel report, ben il 60% degli intervistati dichiara di utilizzare o aver utilizzato l’intelligenza artificiale in modi che toccano la propria sfera intima.
Ma per cosa la si usa principalmente?
- Consigli e orientamento (36%): molte persone vedono nell’IA una fonte informata e priva di giudizio a cui rivolgersi per fare domande.
- Autostima e sicurezza (28%): viene usata come supporto per superare insicurezze e dare voce alle proprie emozioni.
- Ispirazione per la fantasia (22%): l’IA diventa cmplice nell’ideare scenari romantici, giochi di ruolo o nuove fantasie da sperimentare.
Inoltre, la tecnologia si sta integrando nei gesti quotidiani della vita di coppia: negli Stati Uniti, ad esempio, il 16% degli intervistati ha usato l’IA per risolvere un bisticcio con il partner e il 15% per pianificare l’itinerario di un appuntamento romantico.
“Essere connessi” non significa “sentirsi connessi”
Man mano che app, assistenti virtuali e dispositivi tecnologici si normalizzano, emerge un rischio sottile: l’intimità satura. Ci troviamo immersi in un flusso continuo di contenuti, metriche e consigli digitali. Siamo iper-informati, ma rischiamo di sentirci distanti dall’esperienza reale.
Come sottolinea la futurista Tracey Follows nel report, la distinzione cruciale per il futuro sarà quella tra essere connessi e sentirsi connessi. La tecnologia è formidabile nel metterci in rete, nel tracciare dati e nel suggerirci risposte immediate. Tuttavia, il sentirsi connessi appartiene a un’altra sfera: significa percepirsi ascoltati, desiderati, al sicuro e, soprattutto, sentire che l’altra persona è realmente presente.
“Il nuovo lusso non è la tecnologia migliore, ma la presenza umana protetta: privata, tangibile, non tracciata e reale.” – Tracey Follows
La nascita dell’intimità situata: il valore dell’imperfezione
Proprio a causa di questa “stanchezza da iper-programmazione”, gli esperti prevedono che tra il 2026 e il 2035 assisteremo a una progressiva ribellione verso esperienze eccessivamente mediate. Non si tratterà di un rifiuto totale della tecnologia , quanto della ricerca della cosiddetta intimità situata.
Di cosa si tratta? È un’intimità legata a un luogo, a un momento specifico e a una persona. È fatta di fisicità, spontaneità, ma anche di quelle piccole goffaggini, silenzi o fraintendimenti che fanno parte dell’autentico processo umano. L’intimità reale implica delle difficoltà, e sono proprio quelle difficoltà a renderla preziosa e vera ai nostri occhi.
I primi segnali di questa controtendenza sono già visibili e si esprimono attraverso piccoli rifiuti quotidiani:
- Camere da letto rigorosamente smartphone-free.
- Il ritorno a incontri ed eventi completamente offline.
- La ricerca di spazi e momenti in cui si sceglie deliberatamente di non essere tracciati dai sistemi digitali.
In conclusione
Il futuro del benessere intimo non sarà una sfida a somma zero tra digitale e analogico. Continueremo a usare gli strumenti digitali per imparare ed esplorare , ma impareremo a tracciare un confine chiaro su ciò che deve restare esclusivamente umano.
Prenderci cura dell’altro, saper perdonare, ridere di un imprevisto e goderci un abbraccio senza schermi saranno i veri elementi custodi della nostra felicità intima. In un mondo sempre più virtuale, il contatto fisico e la presenza reale diventeranno, probabilmente, la forma più alta di lusso che possiamo concederci.
Puoi leggere il report qui.
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