LELO_VOLONTE_La Giornata Mondiale contro l'AIDS

La Giornata Mondiale contro l’AIDS e noi

Ci sono così tante cose che la recente pandemia di Coronavirus ha cambiato che siamo ancora qui a compilarne l’elenco. Con alcune facciamo i conti tutti i giorni, ma di altre siamo a malapena consapevoli.

Una di queste, per esempio, è che, da quasi un anno ormai, non si parla d’altro: il Coronavirus è ‘la’ pandemia per eccellenza e l’argomento indiscusso di conversazione, il centro dell’attenzione del mondo intero. Per questo la Giornata Mondiale contro l’AIDS 2020 è ancora più importante di quelle degli anni precedenti, perché mai come quest’anno corriamo il rischio di dimenticarci di questa malattia così silenziosa ma ahimé, tutt’altro che debellata. E che, a differenza del Coronavirus, sappiamo bene come si trasmette e contro la quale è relativamente più facile difendersi.

Leggi anche: Debellare le MST con l’uso del preservativo: pessimi scenari, ottime prospettive

La Giornata Mondiale contro l’AIDS, che cos’è

Istituita per la prima volta nel 1988 dal Programma delle Nazioni Unite per l’HIV/AIDS, la Giornata Mondiale contro l’AIDS ha lo scopo di esprimere solidarietà a quanti sono affetti da questa malattia, sensibilizzare l’opinione pubblica su quella che è considerata una delle epidemie più distruttive nella storia dell’umanità, raccogliere fondi per la prevenzione e la cura, commemorare quanti sono morti a causa di essa.

Un fiocco rosso per la lotta

Il simbolo della Gionata Mondiale contro l’AIDS è un fiocco rosso che puoi indossare sui tuoi vestiti per manifestare la tua adesione alla causa e il tuo sostegno a chi combatte ogni giorno contro questa malattia.

L’AIDS in numeri

Si stima che 35 milioni di persone siano morte a causa dell’AIDS, dal momento della sua scoperta (nei primi anni ’80) ai giorni nostri, e circa 60 milioni siano stati i contagiati dall’inizio della pandemia.

In Italia, nel 2019, sono stati diagnosticati 2531 nuovi casi di AIDS, pari a un’incidenza di 4.2 casi per 100.000 abitanti, una media leggermente inferiore a quella del resto dell’Europa (4.7 casi per 100.000 abitanti). L’incidenza dell’AIDS è in lieve, costante diminuzione dal 2012, ma la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti (dati del Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità).

Le nuove cure e i nuovi contagi

L’AIDS è una malattia che stiamo combattendo con sempre maggiore efficacia: esistono cure che permettono alle persone che l’hanno contratta di avere una vita praticamente normale, e su questo abbiamo fatto incredibili progressi. Dove non abbiamo fatto grandi passi, invece, è nel contrastare la sua diffusione: ‘Tutt’altro che debellata, la sindrome da HIV è diventata endemica nei paesi sviluppati, dove è crollato il numero di decessi, ma non quello dei contagi’, si legge nella pagina dedicata all’evoluzione di questa malattia.

La cosa che più colpisce è che evitare il contagio per via sessuale (ovvero, lo ricordiamo, ad oggi, la principale forma di trasmissione), è davvero semplice. Basta indossare un preservativo. Tutto qua. E per quanto la frase possa suonare retorica, è davvero un piccolo gesto che può fare una grande differenza.

Cosa puoi fare tu

Oltre a una donazione in denaro (qui il link alla pagina ufficiale del World Aids Day), quello che ognuno di noi, singolarmente, può fare è contribuire a un cambiamento più radicale, a un cambiamento di mentalità e abitudini. Dobbiamo iniziare a pensare al preservativo come a un mezzo di protezione contro le malattie sessualmente trasmissibili prima ancora che come a un contraccettivo. E non vergognarci ad averne una piccola scorta sempre con noi, che siamo uomini o donne, giovani o vecchi, omo-bi-pan sessuali o etero.

Del resto, bastano poche mosse e scegliere il preservativo giusto per trasformare una necessità in un gioco erotico, e il profilattico in uno strumento di piacere. Perché no, un vaccino contro l’AIDS ancora non c’è, la nostra difesa è nelle nostre mani.

Chi è Valentina Grandi

Pugliese di nascita, milanese di adozione, Valentina vive al quarto piano senza ascensore. Sarà per questo che ha scelto un lavoro che può fare anche da casa. Ama i negozi vintage, i vecchi cinema e Milano.

Lascia un commento