Racconti erotici brevi – Due storie di tradimento e rough sex

Goditi due racconti brevi di Inachis Io che, con il suo stile diretto e sensuale ci delizia una volta ancora.

Racconto erotico breve – Un errore perfetto 

Si era ripetuta mille volte di non andarci. In fondo era semplice: bastava non mandare quel messaggio; non replicare alla sua risposta (che era arrivata con calma, quasi due ore dopo, mentre lei stava per prendere sonno e già sentiva il suo compagno dormirle accanto); non fare quel biglietto, non prendere quel treno; non guardarsi nello specchio di quella vetrina per osservare il vestito aderente che sarebbe bastato non indossare (però, come le stava bene e che fantastico culo le faceva); non suonare a quel citofono.

Nemmeno una parola ad accoglierla, neanche un ciao, un benvenuta. Giusto il rumore metallico dello sblocco del portoncino, come se per lui fosse semplicemente la logica conseguenza dell’attrazione che avevano sentito dal primo momento, e contro la quale invece lei aveva combattuto per settimane, senza sapere se sperare di vincere o di arrendersi sconfitta.

Il piano è il terzo. Glielo ha scritto per messaggio insieme a Ti aspetto. Finalmente.  Niente ascensore, gradini di marmo appena un po’ troppo alti, così lei arriva con il fiato increspato che nasconde bene l’emozione. Lui è in piedi sulla porta, appoggiato a uno stipite con un braccio abbandonato lungo il fianco. La T-shirt e i jeans, i piedi nudi. Lo sguardo con cui si sente guardata è già un anticipo del sesso che seguirà. Poi le mani, la bocca, il modo in cui la fa appoggiare alla porta ancora aperta e la fruga sotto: tutto perfetto, necessario. L’eccitazione prende il sopravvento sulla ragione e il desidero guida lo scorrere del tempo, attraverso le stanze, i mobili, posizioni non sempre comode.

Mentre torna in stazione, cammina lenta e ripercorre nella mente i dettagli del loro incontro. A tratti sorride, emozionata, eccitata. Si sente bella. Un ragazzo la guarda con interesse, ricambia lo sguardo. Poi manda un breve messaggio mentre sale sul treno, un semplice Ci voleva; mette le cuffiette e accende la musica. Dolorini sparsi le ricordano il tavolo della cucina, i gradini della scala a chiocciola e quell’orgasmo che l’ha attraversata mentre si teneva stretta al corrimano. Nessun senso di colpa, solo la sensazione di aver commesso un errore perfetto. Leggero e facile come non scacciare un pensiero indiscreto.

Racconto erotico breve – Da te

Ecco quello che voglio da te.

Uno: voglio trovarti pronto: avrai fatto crescere la voglia di me mentre mi aspetti contando i minuti, immaginando i dettagli del mio corpo, pregustando il mio sapore.

Una mano sulla nuca, alla radice dei capelli, mi stringe, mi porta la bocca sulla sua. La lingua è indiscreta, esplora vorace.

Due: devi essere avido, niente preliminari, niente carezze. Mi darai ciò che hai dentro, non farai l’amante attento, l’uomo gentile che lascia passare prima le donne.

Si apre la strada con impazienza. Slaccia uno, due bottoni dei jeans, li abbassa scoprendomi il culo, scosta lo slip quel tanto che basta. Mi piega in avanti facendomi perdere l’equilibrio e la cosa sembra non importargli affatto. Allungo le mani alla cieca, un muro mi offre il suo appoggio.

Tre: non avere riguardi. Questo soprattutto ti chiedo: penserai solo al tuo piacere, lo lascerai scorrere senza frenarlo. Mi offrirai la tua urgenza e il tuo istinto.

Entra e mi trova già pronta. E subito impone il suo ritmo, quello di un uomo che corre dritto verso il suo orgasmo, crescendo come un’onda di piena, nel fiato, nella forza dei colpi, nella loro profondità. Si alza in punta dei piedi, il suo peso su di me.

Quattro: sii egoista. Io lo sarò per me. Saprò prendere la tua voglia e farla mia. Mi darai la tua fame, e io mi ci sazierò. Non cercherai di portarmi tu al piacere. Ci arriverò da sola sentendo il tuo, senza controllo e senza freni.

Le braccia stanno per cedere; le gambe, allargate dalle sue, tremano. Godo, un attimo prima di sentire il suo cazzo contrarsi ed esplodere. Un orgasmo che non controllo, che scoppia dentro e rimbalza come un’eco nel vuoto di questa stanza. Un orgasmo tutto mio, preso e non ricevuto.

Cinque: ora sì, ora potrai abbracciarmi, essere gentile e starmi vicino. Mi preparerai il caffè e parleremo di noi. Sarai con me perché avrai saputo fare a meno di me.

Chi è Inachis Io

Inachis Io è un fotografo cinquantenne milanese. Ritiene che le parole siano la prima forma di sesso orale e prende in prestito il nome di una farfalla per scrivere di eros con leggerezza e ironia su www.direfarelamore.it.

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