Minimalismo e piacere

Il minimalismo del piacere: l’arte di sottrarre per ritrovare l’essenza

L’anno vecchio finisce con i botti di Capodanno, le abbuffate della feste, il clamore delle cene in compagnia. L’anno nuovo comincia con qualche notizia sconfortante, con il fegato appesantito, con una sensazione di affaticamento che poco si sposa con il nostro desiderio di rinnovamento. 

Ci sentiamo appesantiti e non solo dal troppo cibo, dalle troppe spese, dalla prospettiva di un intero nuovo anno da inventare ma, spesso, anche da una vita sessuale che non ci appaga più. E non perché manchi qualcosa ma, al contrario, forse proprio perché c’è troppo. 

E così, come guardiamo con orrore agli abiti di paillettes e ai panettoni che fino a un paio di settimane fa ci facevano salivare e pensiamo a un ritorno alle origini, a pasti più sani ma non per questo meno succulenti, a vestiti più semplici, ma non per questo meno eleganti, a serate meno ricche di eventi e di gente ma non per questo meno interessanti, allo stesso modo immaginiamo un modo più sobrio e minimalista di vivere il desiderio. Un modo che sposi la filosofia del ‘less is more’ (= “il meno è più”).

Decluttering erotico: liberarsi delle aspettative

Dal punto di vista psicologico, dobbiamo innanzitutto liberarci dalle aspettative. Da come pensiamo che il nostro modo di fare sesso debba essere. Perché non esiste un ‘dover essere’ nel sesso. Liberiamoci dai preconcetti, dalle immagini che ricaviamo dai film e dai social, concentriamoci sulla nostra realtà. Che, per quanto ci possa apparire meno glamour ha il vantaggio di essere, come dire, vera.

E, sempre nell’ottica di non dover omaggiare le aspettative, eliminiamo anche il senso di colpa. Non sempre si ha voglia di sesso. Anche se abbiamo indosso il nostro completo più sexy. Anche se domani abbiamo il giorno libero o ce l’ha lui. Anche se sono giorni che ci fantastichiamo su, a volte bisogna accettare che non ci va. O che non va all’altro. Succede. Cominciamo l’anno con onestà invece di fingere un continuo entusiasmo e una continua disponibilità che, di nuovo, non può corrispondere alla realtà.

Incamminiamoci in questo nuovo anno con presenza. Un bene sempre più di lusso e raro in quest’epoca in cui siamo sempre distratti da qualcosa. Il sesso è fatto di fantasie e attese, certo, ma non di distrazioni. Restiamo presenti al qui e ora, al nostro corpo e alla presenza dell’altro (quando c’è). Riduciamo le distrazioni fino a eliminarle completamente.

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Lo spazio fisico: meno e meglio

Questa esigenza di minimalismo, questa consapevolezza che meno è meglio va applicata anche agli spazi fisici. Spesso le nostre camere da letto diventano il ricettacolo di tutto quello che farebbe confusione altrove. I nostri cassetti straboccano di indumenti, ogni piano d’appoggio è occupato e non solo: la stanza è piena di oggetti destinati alla distrazione, dalla tv al computer ai famigerati smartphone. 

Una stanza quasi vuota, arredata con solo l’essenziale, con biancheria di grande qualità e pochi, pochissimi oggetti che riportino alla presenza o a un’idea antica di distrazione (come un libro, una candela, un sex toy) ci trasmettono il messaggio che quello spazio è dedicato al riposo e allo stare insieme. E a niente altro. 

Compriamoci una sveglia, prendiamo la buona abitudine di lasciare lo smartphone in un’altra stanza e anche la nostra vita sessuale ne beneficerà.

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Minimalismo dei sensi: il potere del focus

Volendo portare questa filosofia minimalista nella pratica del piacere, potremmo cominciare ad agire per sottrazione anche nell’intimità. Proviamo a fare l’amore al buio o bendati, per concentrarci sulle nostre sensazioni senza essere distratti dalla visione, seppure succulenta dell’altro. Scegliamo uno solo dei sex toy dalla nostra collezione e imponiamoci di usare solo quello per un periodo di tempo o una sessione d’amore. Concentriamoci su uno solo dei due partner, su una sola zona erogena del corpo di quel partner, sulla stessa posizione erotica. E potremmo scoprire come, spesso, le limitazioni sono effettivamente delle opportunità. Potremmo riscoprire il ‘sapore’ profondo di un gesto, le mille possibilità di piacere che scaturiscono da un’unica parte del corpo, i tantissimi modi che abbiamo a disposizione per darci e dare piacere.

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Un nuovo inizio

In un periodo dell’anno in cui siamo ancora nel profondo dell’inverno anche se iniziamo a sentire nell’aria le prime avvisaglie di una rinascita, accordiamoci al passo della natura sonnolenta: rallentiamo, ascoltiamo, respiriamo. Restituiamo anche al sesso un ritmo più lento, più meditativo. Verrà il tempo della ricchezza e dell’abbondanza, dello scoppio di odori e colori, dell’imbarazzo della scelta, per adesso assaporiamo ogni momento come se fosse l’unico, godiamoci la ‘povertà’ invernale, facciamone la nostra filosofia di piacere: un piacere in cui siamo qui e ora, presenti, nudi. Ri(con)dotti all’essenza.

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