È il poliamore quello che fa per te? 8 domande per aiutarti a decidere

Il poliamore e altre forma di relazione aperta stanno diventando un argomento sempre più discusso e, di conseguenza, sempre più persone si ritrovano a domandarsi se potrebbe essere il tipo di relazione adatta a loro.

E diciamo subito che porsi la domanda è più che opportuno, perché il poliamore non è per tutti (del resto niente, nel sesso, è ‘per tutti’, il sesso è l’ambito della soggettività per eccellenza): è socialmente stigmatizzato, emotivamente complesso e logisticamente più difficile della monogamia.

Per sviscerare a fondo l’argomento, abbiamo intervistato la dott.ssa Zhana, ricercatrice in Psicologia dello Sviluppo, insegnante di Sessualità Umana all’Università di New York, ed educatrice sessuale.

Che ti aiuta a capire se il poliamore fa per te rispondendo a 8 domande.

1. È davvero una relazione aperta quello che vuoi?

Può sembrare una domanda oziosa, ma troppo spesso le persone si ritrovano all’interno di una relazione aperta senza sapere se è davvero quello che vogliono.

Nonostante quello che molti sostenitori del poliamore dichiarano, infatti, non tutti gli essere umani sono non–monogami allo stesso modo. È più opportuno descrivere il desiderio di non-monogamia come un tratto della personalità molto simile all’estroversione: alcune persone sono estroverse/non monogame, altre sono molto introverse/monogame e molti si collocano fra questi due estremi.

Per prima cosa, ti consigliamo quindi di dedicare un po’ di tempo a capire in quale posizione ti collochi. Avere più di un partner sessuale e/o sentimentale è una prospettiva almeno minimamente attraente per te? Se la risposta è un ‘no’ deciso, significa che le relazioni aperte non fanno per te.

2. Hai una relazione stabile e felice?

Se stai vivendo una relazione monogama e stai prendendo in considerazione l’idea di aprire la tua coppia, assicurati prima che la tua relazione sia ben solida: tu e il tuo partner vi amate e apprezzate, vi sentite vicini e uniti, pensate di avere una vita felice insieme e non avete alcun desiderio di lasciarvi?

Tentare la strada della non-monogamia consensuale nella speranza di salvare una relazione in crisi o, peggio ancora, come metodo indolore per uscirne, è una strategia destinata al fallimento.

3. La vostra relazione è improntata alla comunicazione?

Essere all’interno di una relazione aperta implica passare molto tempo a discutere di sesso e rapporti, molto più di quanto non avvenga (anche se magari dovrebbe) all’interno di una relazione monogama.

È necessario parlare all’inizio, quando si decide di essere aperti e poi per capire le necessità tue e del partner, i vostri desideri e i vostri limiti; per stabilire le regole specifiche del vostro accordo; per confrontarsi periodicamente su come stanno andando le cose, eventualmente aggiustare il tiro cambiando qualcosa; per affrontare gli imprevisti, i conflitti, le gelosie, la rabbia…

Ci sono persone che non amano particolarmente affrontare questo genere di argomenti, altre che non hanno grandi capacità oratorie o di ascolto. Se questo è anche il tuo caso, avere una relazione aperta può essere più difficile  per te che per altri e, considerando anche il rischio emotivo a cui esponi il partner, forse non ne vale la pena.

4. Quanto sei geloso?

Come per molti altri aspetti del carattere, il grado di gelosia varia da persona a persona e, per la stessa persona, da relazione a relazione. Esiste la convinzione errata che si debba essere totalmente impermeabili alla gelosia per poter mettere in pratica il poliamore: questo non è vero e spesso le persone coinvolte nelle relazioni aperte sperimentano la gelosia.

Ma va da sé che meno sei geloso per natura e più facile sarà gestire una relazione aperta. Se, viceversa, sei una persona particolarmente gelosa, ci sono buone probabilità che il poliamore non faccia per te.

5. Sei una persona da attaccamento ansioso?

Prova a riflettere su come ti comporti, di solito, all’interno di una relazione sentimentale.

Quale di queste tre affermazioni ti descrive? ‘Ho paura che il mio partner non mi voglia tanto bene quanto gliene voglio io’, ‘Ho bisogno di essere rassicurata dal mio partner sul suo amore’, ‘Ho spesso paura di essere abbandonata’.
Se provi spesso questi sentimenti, significa che, molto probabilmente, sei una persona che soffre di ‘attaccamento ansioso’, il che significa che sei estremamente pronta a cogliere tutti quei segnali che, secondo te, dimostrano che il partner non tiene a te e presto ti abbandonerà. Per ovvie ragioni, questo tipo di attaccamento non è molto adatto alle relazioni aperte.

E quello che è comprensibile anche intuitivamente è stato dimostrato anche da ricerche recenti sul grado di appagamento di persone che presentano un attaccamento ansioso: queste persone sono più felici all’interno di una relazione monogama, piuttosto che una relazione aperta.

Viceversa, il grado di soddisfazione di persone che mostrano bassi livelli di attaccamento ansioso non cambia se queste persone vivono una relazione monogama o meno.

6. Quanto sei ‘cognitivamente flessibile’ e tollerante nei confronti dell’ambiguità?

Stabilire regole e mettersi d’accordo su chi, quando, come e dove è possibile e accettato, per te e il tuo partner, vedere altre persone, è un aspetto fondamentale per il successo di una relazione aperta. Ma questi accordi non risultano mai interamente bianchi e neri e non sono scolpiti nella pietra.
È quindi altrettanto importante che tu sia pronta ad accettare la trasgressione che deriva da interpretazioni irrimediabilmente diverse delle zone grigie senza distruggere la tua relazione o il tuo tentativo di costruzione di una relazione non monogama, e che tu rimanga aperta a qualsiasi cambiamento si possa verificare nel tempo.

Per alcune persone è più facile che per altre perché sono in grado di reagire a situazioni nuove e ambigue in maniera più aperta e neutrale (un tratto che gli psicologi chiamano ‘tolleranza all’ambiguità), e sono in grado di adattare il proprio pensiero al cambiamento di obiettivi e situazioni (e questa capacità gli psicologi la chiamano ‘flessibilità cognitiva’).

Altri percepiscono le situazioni nuove e non familiari come una minaccia, hanno bisogno di certezze e prediligono delle regole stabilite e che non cambiano. E maggiore tolleranza per l’ambiguità e flessibilità cognitiva possiedi, più semplice sarà gestire la natura fluida di un rapporto di non monogamia consensuale.

7. Qual è la tua capacità di gestire le emozioni?

Non conta quanto comunicate, panificate e rispettate i vostri accordi, la non–monogamia consensuale aggiunge un ulteriore livello di complessità alla relazione nel quale, bisogna metterlo in conto, c’è una buona probabilità che germoglino emozioni negative come gelosia, rabbia, paura, insicurezza, delusione.

E alcuni di noi sono più capaci di gestire queste emozioni negative in modo costruttivo, riconoscendole in anticipo ed evitandole, analizzando gli eventi ‘a sangue freddo’, distanziandosi dalle situazioni per avere una prospettiva più oggettiva, usando l’umorismo, mantenendosi impegnati e rimandando qualsiasi azione a un momento di maggiore lucidità.

Altri non riescono a controllare le proprie emozioni e se ne fanno travolgere, fino ad arrivare a manifestazioni violente e atteggiamenti autodistruttivi.

8. Vivi all’interno di una comunità che ti sostiene?

Nonostante la crescente visibilità e la descrizione tutto sommato positiva del poliamore nei media, si tratta di uno stile di vita alternativo che continua ad essere spesso stigmatizzato, verso il quale la maggior parte delle persone si rapporta attraverso una serie di stereotipi negativi.

E mentre l’opposizione di genitori e amici alla tua relazione può sembrarti in qualche modo romantica e in grado di renderla ancora più forte (alla ‘Romeo e Giulietta’), le ricerche mostrano che le persone che sono costrette a vivere il proprio amore nell’ombra, o che si sentono emarginate a causa della propria relazione, hanno una salute peggiore, fanno maggior uso di sostanze, fanno sesso non protetto, mostrano un livello inferiore di autostima e meno impegno nella propria relazione.

Avere una rete di amici e parenti che ti sostiene può rivelarsi molto utile se vuoi tentare la strada del poliamore.

Chi è Valentina Grandi

Pugliese di nascita, milanese di adozione, Valentina vive al quarto piano senza ascensore. Sarà per questo che ha scelto un lavoro che può fare anche da casa. Ama i negozi vintage, i vecchi cinema e Milano.

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