Dildo o vibratore? (questo è il problema)

Gli oggetti erotici esistono più o meno da quando esiste l’uomo (come vedrai più avanti), quindi addentrarsi in questo aspetto della sessualità umana significa proprio addentrarsi in un mondo.
Una delle prime cose da fare, per non perdersi in un labirinto di equivoci, favoriti anche dal fatto che facciamo spesso ricorso a termini anglosassoni forse perché ci suonano più impersonali e accurati, è imparare il dizionario specifico del settore .

Ecco perché, quando hai comprato il tuo primo oggetto erotico, ti sei probabilmente chiesta che differenza ci sia tra un vibratore e un dildo e, eventualmente, un plug anale (ma poi il plug anale è la stessa cosa del butt plug?).
Tranquilla, è tutto normale.

E, con buone probabilità, il primo oggetto erotico che hai usato, non era né un dildo, né un vibratore, visto che manette, bende per gli occhi, piumini, frustini, palline vaginali (…) non rientrano in questa categoria.

Tutto quello che avresti voluto sapere sui dildo ma non hai mai osato chiedere

Un dildo è un oggetto di forma allungata, più o meno esplicitamente fallica, che viene inserito nella vagina o nell’ano per la masturbazione in solitaria o in coppia (ma un dildo può essere inserito nella vagina o nell’ano anche durante un rapporto). Viene realizzato nei materiali più vari, come silicone, plastica, legno, gelatina, lattice, metallo o vetro. Acciaio. Oro.

I dildo vengono usati da persone di entrambi i sessi e di qualsiasi orientamento sessuale.

La parola ha origini incerte: c’è chi la fa risalire all’italiano ‘diletto’, chi al termine che designava un’attrezzo di forma fallica usato per assicurare i remi all’interno di una piccola barca, e viene usata nientepopodimeno che da Shakespeare ne ‘Il racconto d’inverno’.

Oggetti di forma fallica sono stati creati a scopi religiosi, propiziatori o erotici fin da quando esiste l’uomo. Le prime forme accertate di dildo si fanno risalire al Paleolitico, e il primo esemplare giunto fino a noi sarebbe un oggetto che ha 30000 anni ed è stato ritrovato in Germania.

I dildo non necessariamente hanno una forma accuratamente fallica, a meno che non siano ‘falli (o dildo) realistici’ appunto.  E, quel che conta ancora di più, non tutte le donne li usano internamente, ma vengono spesso usati per stimolare (anche soltanto) il clitoride e le zone erogene esterne della vagina: soprattutto quelli realizzati in metallo che offrono la possibilità di giocare con le temperature.

Leggi anche: Come stimolare il clitoride, da sola o in coppia

C’è chi comprende all’interno della categoria anche i plug anali (o butt plug che dir si voglia, perché sì, sono la stessa cosa), che in effetti sono oggetti dalla forma allungata usati per la stimolazione anale, ma noi tenderemmo a distinguerli.

I plug anali infatti, a differenza dei dildo, sono dotati di una forma conica e una base allargata che garantisce maggiore sicurezza durante i giochi erotici: il retto infatti, non è dotato di un ‘tetto’ come la vagina, e quando si inserisce un oggetto al suo interno si corre il rischio che questo venga risucchiato dal corpo.

Come puntualmente leggiamo sui giornali.

E il vibratore invece?

Un vibratore (erotico) è, di fondo, un dildo che contiene uno o più motori al suo interno che gli permettono di vibrare e che vengono usati per la stimolazione di tutte le zone erogene.

Si dice che Cleopatra, in cerca di stimoli, avesse fatto imprigionare delle api all’interno di una zucca in modo da sfruttare le vibrazioni causate dal loro ronzio impazzito per assicurarsi il piacere. Se  così fosse, avrebbe davvero precorso i tempi e di molto.

La storia ufficiale del vibratore, una delle più affascinanti e divertenti, comincia infatti più o meno nella seconda metà del XIX secolo quando un medico inglese ne mise a punto il primo prototipo per usarlo come sistema di cura di una ‘tipica’ malattia femminile, oggi inesistente, l’isteria.

Leggi anche: Ingegneria del piacere femminile: breve (e istruttiva) storia del vibratore

Il vibratore comincia un percorso per essere accettato dalla società, fatto di progressi e sconfitte, fino a quando, in pieni anni ’70, una delle educatrici sessuali più influenti del secolo scorso, Betty Dodson, li introduce all’interno dei suoi workshop e ne mostra il funzionamento, applicato soprattutto al clitoride.

E le donne iniziano a rendersi conto che i vibratori, per l’appunto, vibrano, ovvero sono in grado di fare una cosa che né il pene umano, né il suo simulacro dildo, sono in grado di fare. Si arriva poi allo sdoganamento finale con l’ormai famosa puntata di Sex and the City, nella quale Charlotte tesse le lodi del suo vibratore rabbit ed è boom.

Nascono vibratori di tutte le forme, le dimensioni e i colori. Ma soprattutto di tutti i materiali: dalla plastica al lattice, alla gomma alla gelatina. Peccato che molti di questi materiali contengano ftalati, un componente molto usato anche nei giocattoli per bambini, che rende la superficie dell’oggetto porosa (e quindi facile ricettacolo di germi), ma soprattutto il cui uso è considerato dannoso per la salute.

Con l’era LELO il vibratore raggiunge il suo stadio finale, uno standard di base di altissimo livello che può solo migliorare, fatto di materiali pregiati e assolutamente sicuri per il corpo, un design che supera definitivamente la somiglianza con il membro maschile per plasmarsi invece sui punti del piacere del corpo femminile. E maschile.

Nascono infatti i vibratori prostatici, oggetti creati per la stimolazione della prostata, considerata alla stregua del punto G femminile e situata in una posizione che ne rende la stimolazione manuale alquanto difficile.

Perché comprare un vibratore e non un dildo?

Chiaro che ognuno si diletta come crede e ognuno ha una diversa sensibilità fisica e una (totalmente) diversa fantasia erotica.

Premesso questo, esistono degli innegabili vantaggi nello scegliere un vibratore che ti andiamo a elencare, e vediamo se anche tu sei del nostro parere.

Leggi anche: Come scegliere il primo vibratore (per lei)

5 motivi per scegliere un vibratore

1. Puoi scegliere l’intensità della stimolazione desiderata
Certo, anche con il dildo puoi giocare sull’intensità della stimolazione, ma in maniera molto più limitata. Con un vibratore invece puoi variare non solo l’intensità ma anche le modalità di vibrazione che possono essere costanti, intermittenti, combinate…

2. Puoi stimolare qualsiasi zona erotica
Puoi provare le varie modalità di vibrazione su tutte le tue zone erogene: i capezzoli, l’interno coscia, il collo… mai provato? Prova!

3. Puoi usarli sia internamente che esternamente. Anche allo stesso tempo (!)
Come abbiamo segnalato in moltissime occasioni, la maggior parte delle donne raggiunge l’orgasmo con la stimolazione del clitoride. Ma la stimolazione combinata del clitoride e di quella zona situata nella parete frontale della vagina che identifichiamo come punto G può portare a provare un orgasmo misto. Che è una di quelle cose che non ti stancherai mai di cercare (non a caso il vibratore rabbit SORAYA è uno dei nostri bestseller da sempre).

4. Rende più ‘semplice’ raggiungere l’orgasmo
Le Smart Wand hanno portato una vera e propria rivoluzione nell’ambito della masturbazione femminile. La potenza che raggiungono questi vibratori è perfetta per tutte, specialmente per quelle che hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Ovvio che si può avere un orgasmo in mille modi (sì anche facendo semplicemente l’amore con il proprio partner, non ce lo dimentichiamo), ma come dire, con un vibratore è più facile. Per molte (molte!) donne.

5. Si possono usare in coppia, durante il rapporto (ok, questo vale anche per i dildo)
Il vibratore moderno perpetua la varietà di forme dei primi prototipi e esistono vari modelli di vibratori che possono essere usati anche durante il rapporto (la maggior parte dei vibratori clitoridei, ad esempio). E le vibrazioni procurano piacere a entrambi i partner.

A questo punto speriamo di avere fugato tutti i tuoi dubbi. Ma, se così non fosse, lasciaci un commento qua sotto e saremo felici di dil(d)ettarci ancora!

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Chi è Valentina Grandi

Pugliese di nascita, milanese di adozione, Valentina vive al quarto piano senza ascensore. Sarà per questo che ha scelto un lavoro che può fare anche da casa. Ama i negozi vintage, i vecchi cinema e Milano.

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