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Variazioni sul tema del missionario

Considerata sinonimo di mancanza di fantasia, prima avvisaglia della crisi, anticamera del divorzio, la posizione del missionario è tanto disprezzata a parole quanto praticata nei fatti.

La verità è che, per quanto banale e noiosa possa sembrare (donna sdraiata in posizione supina, uomo spalmato su di lei, gambe in posizione variabile, a volte quelle della donna aperte a contenere quelle dell’uomo, a volte viceversa), ha molte caratteristiche che ne fanno la quintessenza dell’amore.

Tipo, hai presente quanti centimetri di pelle condividi con il tuo partner quando siete nella posizione del missionario? Quanti baci, quanti sguardi? Come il tuo respiro può fondersi col suo, come puoi sussurrargli parole più o meno eccitanti nelle orecchie? Come lui può affondare la faccia nei tuoi capelli, immergersi nel tuo corpo…?

Hai presente quella sensazione di fusione, quel non riuscire più a distinguere dove finisce il tuo corpo e comincia il suo?

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Quindi insomma, sì forse è banale, ma il buon vecchio missionario è la posizione dalla quale tutti partiamo e alla quale tutti torniamo ad un certo punto della nostra relazione o della serata. Se non altro perché è una delle più comode.

Vale la pena quindi di studiarla bene e segnalare quelle piccole varianti che la possono rendere meno scontata.

Ma prima di tutto, vediamo la

La storia della storia del nome

Perché è bizzarra e vale la pena conoscerla.

Tutto parte nel 1929 quando l’antropologo polacco Bronisław Malinowski, dopo aver trascorso due anni nelle isole Trobriand, pubblica un libro dal titolo decisamente poco politically correct, La vita sessuale dei selvaggi nella Melanesia nord-occidentale, nel quale, tra le altre cose, riporta due episodi distinti. Nel primo episodio racconta di come i locali schernissero gli uomini bianchi per la monotonia dei loro gusti sessuali; nel secondo riporta come le giovani coppie di innamorati si facessero vedere in giro mano nella mano, appoggiati l’uno contro l’altro, ‘alla maniera dei missionari’.

Passano gli anni e nel 1948 Alfred Kinsey, biologo e sessuologo americano, pubblica un altro libro, il pioneristico e molto controverso Il comportamento sessuale dell’uomo nel quale, probabilmente citando a memoria, confonde i due episodi ed ecco che nasce il mito della posizione monotona ‘alla maniera dei missionari’. Il libro di Kinsey ha un successo incredibile e la posizione ‘del missionario’ anche.

E adesso che abbiamo riabilitato la fantasia dei missionari, passiamo a notizie più succose.

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Come aumentare le sensazioni

Uno dei difetti che vengono generalmente imputati alla posizione del missionario è il fatto che il contatto tra i due amanti non è particolarmente intenso ed è interamente stabilito dall’uomo. Al primo problema si può facilmente ovviare infilando un cuscino sotto il bacino della donna: la penetrazione diventa immediatamente più profonda.

Sempre per aumentare le sensazioni,  tenere le gambe strette l’una contro l’altra ti permetterà una stimolazione molto maggiore del clitoride. Oppure usa la mano o un vibratore clitorideo di piccole dimensioni per colpire la zona nevralgica del piacere femminile che, in effetti, in questa posizione viene un po’ trascurata.

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Infine, un modo per variare la situazione e guadagare un po’ di controllo può essere quello di stringere le gambe (o anche le braccia) attorno ai fianchi del partner in modo da guidare il ritmo dei suoi movimenti e gestire la profondità del contatto.

Una variante della posizione prevede poi che la donna appoggi le gambe sulle spalle dell’uomo, intrecciando i piedi dietro la sua testa. È chiaro che a questo punto il contatto diventa molto più profondo, anche se in realtà la donna perde quel poco di controllo che poteva avere.

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Ma il discorso del controllo merita un po’ di spazio a parte, perché insomma, il bello del missionario è proprio la mancanza di controllo, la sensazione di essere completamente sovrastata dal corpo del partner, sentirne tutto il peso addosso. Se sei una donna che ama dominare ci sono infinite altre posizioni (e non devi necessariamente essere sopra di lui) che possono soddisfare il tuo corpo e la tua fantasia, non hai che l’imbarazzo della scelta!

Noioso a chi?

La posizione del missionario ti permette di guardare il partner negli occhi. Sempre. Dall’inizio alla fine. Niente è più eccitante del vedere tutte le gradazioni del piacere passare come un’ombra nel suo sguardo.

E di sussurragli nelle orecchie. Che siano parole d’amore, frasi più o meno spinte, o semplicemente il ritmo del tuo respiro: il contatto ravvicinato della tua bocca con il suo orecchio è super eccitante per lui.

Puoi baciarlo e continuare a baciarlo: poche altre posizioni ti permettono di unire all’intimità fisica quella ancora maggiore del bacio. Approfittane.

‘Prova con il bondage’, rispondi così a chi ti dice che il missionario è noioso.
Fatti legare le mani con una cravatta, in stile Cinquanta sfumature di grigio, o con un paio di manette. Aggiungi anche una benda se vuoi che l’illusione di essere nelle sue mani sia totale. E vedrai che il missionario tutto può essere, ma noioso proprio no.

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Chi è Valentina Grandi

Pugliese di nascita, milanese di adozione, Valentina vive al quarto piano senza ascensore. Sarà per questo che ha scelto un lavoro che può fare anche da casa. Ama i negozi vintage, i vecchi cinema e Milano.

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