Bondage per principianti

Sotto l’etichetta del bondage si racchiudono le pratiche più diverse, per stranezza e intensità. Si parte dai giochi di coppia di coloro che praticano il cosiddetto ‘sesso vaniglia’, ovvero il sesso convenzionale, per arrivare a forme complesse di legatura erotica che comportano un vero e proprio studio, tanta pratica e molta attenzione. Quindi iniziamo con un po’ di basi.

Innanzitutto vale la pena distinguere tra bondage e BDSM perché le due definizioni tendono ad essere confuse, soprattutto dopo il successo planetario della famosa trilogia delle ‘Cinquanta sfumature di grigio’ che, se da un lato ha avuto il pregio di risvegliare le fantasie di milioni di donne, dall’altro ha anche creato non poca confusione nel settore.

L’acronimo BDSM indica una serie di pratiche che includono: Bondage, per l’appunto, Dominazione, Sottomissione, Sadismo e Masochismo. I suoi adepti amano esplorare i limiti del piacere umano attraverso pratiche erotiche che possono comportare sofferenza fisica e psicologica.

Il bondage non costituisce altro che una delle componenti del BDSM e dunque tutto l’armamentario di frustini, tute di latex e catenacci che spesso viene associato alla parola, in realtà non c’entra nulla: il bondage è, più semplicemente, una pratica erotica consistente nel procurare piacere sessuale privando una persona del movimento.

In Giappone è considerato un’arte, definita Shibari e Kinbaku e a una prima occhiata sembra anche parecchio complicata. Quindi se decidete di accostarvi a queste pratiche più estreme, il consiglio che vi diamo è di documentarvi bene sull’argomento e seguire dei corsi appositi.

Ma il bondage, nella sua versione dolce, può essere praticato con grande soddisfazione anche dai principianti e da chi agli scout non c’è mai andato. In parole povere, non devi essere un mago del nodo scorsoio per godere delle gioie del soft bondage. Basta qualche piccolo accorgimento.

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Il tempo necessario

Cominciamo da un piccolo, banale assunto: quando veniamo privati dell’uso di un senso automaticamente aguzziamo la sensibilità degli altri, vuoi per necessità, vuoi perché possiamo distribuire diversamente la nostra attenzione. Ed è questo che rende così eccitante l’essere bendati o ammanettati. Il non vedere rende la nostra pelle immediatamente più ricettiva. Il non potersi muovere ci mette in una condizione di abbandono che ci rende più sensibili alle carezze, più pronti al piacere.

Ma la deprivazione sensoriale così come il senso di impotenza, che è l’altra faccia dell’abbandono, possono essere destabilizzanti, soprattutto all’inizio. Quindi è importante prendersi il proprio tempo, acquisire familiarità con i vari accessori, provare a legare o a farsi legare con un foulard, una cravatta (citazione necessaria, ormai), per poi passare alla corda, alle manette.
Giocare con le diverse consistenze, osservare i piccoli segni che rimangono sulla pelle… è un modo molto eccitante di accostarsi a questa pratica che dà al partner il tempo di abituarsi all’idea e quindi lo rassicura. Ci sarà tempo, poi, per catene e sotterranei.

Un partner di fiducia

Una tipica sessione di bondage vede due partecipanti, un dominatore e un sottomesso.

Il dominatore è il partner che prende in mano le redini della situazione, il sottomesso è quello che la subisce. Ci sono coppie in cui entrambi i partner passano dal ruolo di sottomesso a quello di dominatore, in genere in sessioni diverse, ma a volte anche all’interno della stessa sessione. E coppie in cui questi ruoli sono fissi.

Che tu sia un dominatore o un sottomesso, è fondamentale che possa fidarti ciecamente del partner per permetterti di abbandonarti veramente. E anche se questo assunto sembra vero soprattutto per il sottomesso, è altrettanto valido per il dominatore. Il bondage è un gioco e come tale ha le sue regole, sapere che il tuo compagno le rispetterà è una condizione fondamentale per iniziare a giocare.

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Il piano B

Dopo il successo delle Sfumature, chiunque conosce l’esistenza delle safeword, parole che permettono al sottomesso, ovvero alla persona legata o bendata, di comunicare l’andamento delle proprie sensazioni al dominatore. Data la natura leggera del bondage, le safeword non sono probabilmente necessarie, a meno che tu non voglia esagerare con la sicurezza. Che non è mai una cattiva idea.

In ogni caso, avere un paio di forbici a portata di mano o di chiavi di riserva è sempre una buona pratica.

Se hai deciso di provare il bondage, probabilmente è perché stai cercando di rendere un po’ più piccante la tua vita sessuale, non lo dimenticare. Lo scopo finale è il piacere reciproco, di chi lega e di chi viene legato: riuscire a mantenersi rilassato, abbandonarsi al momento, rispettare sempre il partner ed essere preparato a qualche piccolo imprevisto ti permetterà un approccio positivo al sesso un po’ più trasgressivo, per mantenere accesa l’intesa con il partner.

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