Il massaggio yoni per risvegliare la divinità che è in lei

È uno dei topic più caldi. Basta navigare un po’ nella rete per rendersi conto che abbonda di massaggiatori e massaggiatrici delle nazionalità più disparate che promettono esperienze gratificanti per lo spirito e travolgenti per la carne.

E noi donne, più o meno ingenuamente, andiamo alla ricerca di questo massaggio che promette di superare blocchi piscologici, vecchi traumi, problemi di frigidità e anorgasmia e di farci diventare in breve tempo delle professioniste dell’orgasmo infallibile.

Le premesse (e le promesse) sono tali da meritare un approfondimento.

Il tantra e il tantrismo

Il massaggio yoni viene ascritto alle pratiche tantriche, dove quello che noi occidentali ci immaginiamo, quando pensiamo al tantrismo, sono una serie di pratiche erotiche nate secoli addietro in ambito indiano, improntate  a un approccio lento e spirituale alla sessualità.
In realtà la situazione è infinitamente più complessa, ma non è questa la sede per approfondire.

Yoni è effettivamente un termine sanscrito che indica il sesso femminile ma anche l’origine, il nido, la casa. Ed è anche l’attributo per eccellenza della dea Shakti, la forza femminile dell’universo. Viene rappresentato da una pietra con una fessura al centro.

Se stai affrontando un percorso spirituale di tipo tantrico, il massaggio yoni (e quello lingam per l’uomo) può rientrare nel tuo viaggio di scoperta e conoscenza, insieme a persone di cui hai avuto modo di valutare la serietà e la competenza nel corso del tempo. Viceversa, se sei alla ricerca di un modo  ‘semplice’ e piacevole per entrare in contatto con la tua yoni, ti consigliamo caldamente il massaggio yoni… insieme al/la tu@ partner!

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I preamboli

Come sempre quando si tratta di piacere femminile, che tu stia andando alla ricerca di un orgasmo multiplo, semplicemente del tuo piacere attraverso l’autoerotismo o che ti approcci al massaggio yoni, la dimensione spazio temporale ha un’importanza fondamentale.

Lo spazio deve essere caldo innanzitutto e caldamente illuminato, l’ideale sarebbe usare delle candele. L’ideale dell’ideale? Delle candele che sciogliendosi procurano un olio con il quale si può cominciare a massaggiare il corpo.

La musica. Ne puoi fare tranquillamente a meno, ma se proprio vuoi fissare una colonna sonora del momento, l’importante è che sia il più possibile neutra: niente canzoni con parole da interpretare o motivi conosciuti. Prediligi un generico tappeto sonoro sul quale appoggiare i suoni naturali: il ritmo del respiro, il suono dei tuoi gemiti, il fruscio della pelle sulla pelle.

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Le premesse mentali

Il massaggio yoni non prevede reciprocità. È un momento dedicato alla donna, e la sua capacità di abbandonarsi completamente e vivere appieno l’esperienza dipende molto anche dal pensiero di non dover avere pensieri. Tutto comincia e finisce con il suo percorso.

Il massaggio yoni non è finalizzato all’orgasmo. L’orgasmo, anche multiplo, può esserne un piacevolissimo effetto collaterale ma, ancora una volta, la donna riuscirà ad abbandonarsi interamente solo sapendo che non ci si aspetta nulla da lei. Nemmeno il raggiungimento del piacere massimo.

Le premesse fisiche

La posizione. La donna si pone distesa, possibilmente nuda, con un paio di cuscini sotto il bacino e le gambe in una posizione che permetta un facile accesso alla sua yoni: quella tipica è con i piedi vicini e le ginocchia ripiegate e divaricate.

Il(la) partner, post@ di fronte a lei, inizia a massaggiarle il corpo: gambe, spalle, seni, ventre, le zone erogene e non, perché il massaggio yoni, pur essendo profondamente erotico, non è una pratica sessuale. O quantomeno è un livello più complesso di sessualità.

L’attenzione al respiro. Un altro aspetto fondamentale del massaggio yoni (e di tutte le pratiche che vanno sotto la definizione di ‘tantriche’) è l’attenzione costante al respiro, che non deve mai essere concitato ma sempre ampio e profondo. Sia nella donna che nel partner che effettua il massaggio.

Quando la donna è sufficientemente abbandonata, il(la) partner si avvicina alla yoni, dopo averla opportunamente lubrificata. Tutto infatti deve essere morbido e scorrevole durante il massaggio, non ci devono essere intoppi, né resistenze.

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La tecnica

Comincia a massaggiare la yoni dalla sua parte più esterna e ricorda che il clitoride contiene circa 8000 terminazioni nervose (circa il doppio di quelle contenute nel pene), quindi trattatalo con delicatezza. Puoi muovere la mano dall’altro verso il basso o con movimenti circolari, puoi stringerlo tra pollice e indice, puoi disegnare su di esso le lettere dell’alfabeto…

Ovviamente è fondamentale che tu resti in ascolto della tua donna e al contempo aiuti lei a restare presente alle proprie sensazioni.
È importante, per esempio, che le ricordi di respirare profondamente.

Quando la donna sarà sufficientemente rilassata e lubrificata, puoi provare a inserire una o due dita nella yoni per accarezzare tutto il canale vaginale e, successivamente, andare alla ricerca del punto G. Questa zona dalla consistenza spugnosa, posta sulla parete frontale della vagina, si ingrossa quando la donna è eccitata, per questo è importante cercarla solo dopo aver accarezzato a lungo la tua partner: sarà più facile trovarla e stimolarla.

Ricorda che il punto G ha molta meno sensibilità rispetto al clitoride, quindi puoi essere molto più energic@: il modo migliore di stimolarlo è piegare le dita verso il palmo della mano, come se dicessi a una persona ‘vieni qui’. Quando senti che la tua donna è molto vicina all’orgasmo, la cosa migliore che puoi fare è continuare a premerlo ma senza muoverti. La semplice pressione dovrebbe portarla all’orgasmo e se così non fosse, non ti preoccupare. Lo scopo del massaggio yoni è rimettere la donna in contatto con la propria energia sessuale; se ti sarai dedicat@ alla sua yoni con attenzione e amore, sicuramente ci sarai riuscito.

Altrimenti bisognerà ricominciare daccapo e scommettiamo che la tua partner ne sarà più che contenta.

Se invece quello che gli adepti del tantra chiamano ‘effetto collaterale’, ovvero l’orgasmo, dovesse verificarsi, noi ti suggeriamo di non fermarti immediatamente ma di provare a continuare a stimolare delicatamente la yoni, magari nella zona del clitoride con il palmo della mano aperto ricordando sempre alla donna di continuare a respirare profondamente. E potresti aiutarla a provare addirittura degli orgasmi multipli.

In solitaria

Se sei in solitaria ma ritieni che la tua yoni si meriti comunque tutta l’attenzione possibile, puoi usare le tue dita o un sex toy per aiutarti nelle carezze. Ma, in questo caso ti consigliamo un dildo, poiché lo scopo del massaggio, lo ribadiamo, non è il raggiungimento dell’orgasmo, bensì un’esplorazione della propria sessualità e una riconnessione con il proprio corpo e la propria energia. Non sarà un vero e proprio massaggio yoni, che prevede il totale abbandono della donna, ma la tua yoni sarà contenta lo stesso.

Se invece vuoi un approccio ‘tantrico’ al sesso, una esplorazione lenta del tuo corpo e delle sue zone erogene che però ti conduca fino all’orgasmo, prova con SILA, il nuovo nato in casa LELO che, grazie alla sua bocca ampia e alla sua carezza vellutata, promette di regalarti sensazioni estremamente dolci e altrettanto coinvolgenti. E, a differenza del massaggio yoni, anche l’orgasmo!

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